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Opera di collegamento

Le Grande Arche de la Fraternité, dedicato a Thomas Sankara

È un albero quasi sradicato, inaridito dall’incuria dell’uomo e dall’ostilità del clima. L’albero si piega, si tende, quasi si spezza fino a toccare terra con i suoi rami che si trasformano antropomorficamente in un corpo (quello di Sankara) apparentemente senza vita. Ma, da quel corpo, da quelle braccia-rami che si infilano in quella terra arida, come margotta, nasce una nuova pianta. Un monumento dedicato ad un uomo africano che indicò la strada verso il progresso al suo popolo e non solo. Nato nell’Alto Volta e morto nel Burkina Faso in un attentato ispirato da potenze occidentali.

Nel 1983, anno in cui Sankara divenne presidente, a Parigi iniziarono i lavori per la costruzione del “Grande Arche de la Fraternité” monumento dedicato agli ideali umanitari, che si conclusero con l’inaugurazione nel 1989 due anni dopo l’assassinio di Sankara. L’opera è una riflessione polemica su come il mondo ricco, in particolare l’occidente, concepisce la libertà, la fraternità e l’uguaglianza tra gli uomini. Oggi le “Grande Arche de la Fraternité”, forse per un inconscio senso di vergogna, è conosciuto con il nome di “Grande Arche de la Défense”, il quartiere degli affari più grande d’Europa. Collega i cicli “Salvarsi dal naufragio” e “Quello che resta dello sviluppo”.