Biografia

Antonio Bernardo Fraddosio

Nato a Barletta, ha svolto a lungo l’attività di architetto, scultore e scenografo, da oltre venti anni si è dedicato esclusivamente alla scultura e alla pittura nel suo studio di Tuscania. Questa scelta radicale è legata a forti motivazioni ideali: “l’artista è un uomo politico costantemente vigile davanti ai drammi del mondo” (Pablo Picasso).
Il suo lavoro si sviluppa attraverso cicli collegati tra loro che non si chiudono mai e che sono sempre originati da temi universali.

Il ciclo “Animale sociale”, iniziato negli anni Novanta, tende alla rappresentazione plastica della condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo che percepisce il cambiamento drammatico e radicale della società in cui vive.

Nel ciclo “La costruzione della distruzione” l’artista affronta gli effetti drammatici di una crisi senza confini che si evidenzia nelle grandi tragedie umane.

Negli altorilievi del ciclo “Resistenti oltre” sono richiamate all’attenzione alcune figure, poco conosciute, che hanno affermato l’importanza e la necessità di lottare per la libertà ed il progresso, considerando, come esclusivo compenso, lo stesso loro agire.

In “Salvarsi dal naufragio” affronta il tema del grande esodo, vera e propria deportazione, dei popoli del sud del mondo verso il nord.

Il ciclo intitolato “Quello che resta dello sviluppo”, riflette sul tema della differenza tra sviluppo (crescita tecnologica) e progresso (crescita del pensiero) .

Seguono le opere de: “Il breve termine governa il mondo”. È il breve termine che governa il mondo perché è il profitto che governa il mondo. Nasce così questo ciclo in continuità con il precedente. Ogni opera che appartiene ad esso si oppone a questa condizione attuale sia nella materia con la quale è realizzate sia nella forma sia nel contenuto.

Nelle ultime opere appartenenti al ciclo “Superare con la ragione gli stati limite ultimi” si analizza e si rappresenta la attuale difficile condizione umana, sociale ed economica che solo attraverso la ragione potrà essere superata.

Tra le sue mostre più significative si ricordano: Roma 2004 “Tensioni e torsioni”, Roma 2007 “La materia del tempo”, Lucca 2012 “I cantieri della crisi” Lucca 2012 “La luce nera”, Roma 2016 “Salvarsi dal naufragio”, Roma 2018 “Le tute e l’acciaio”.

Nel 2011 è stato invitato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Padiglione Italia presentando l’opera: “La bandiera nera nella gabbia sospesa”.

Le foto presenti in questa galleria sono di Afra.